Il Mindset nel Poker

Per essere un giocatore vincente nel poker non basta conoscere alla perfezione la parte tecnica del gioco ma è necessario approcciarsi con il giusto equilibrio mentale.

Quello che stiamo per dire è importante soprattutto per chi ha deciso di dedicarsi al poker come professione e diventare così un PPP (Professional Poker Player) o per chi comunque vuole guadagnarsi un introito mensile da sommare a quello ottenuto con il proprio lavoro.

Alcune di queste osservazioni potranno sembrare banali ma possiamo garantirvi che in pochi sono in grado di metterle in pratica in maniera costante.

La prima regola è quella di giocare solo quando si è nel giusto stato mentale ed emotivo per farlo.

Con questo intendiamo soprattutto non giocare se:

- si è sotto l’effetto di alcool o droghe di qualsiasi tipo

- se si è molto stanchi e si ha carenza di sonno

- se si è alterati emotivamente per una discussione o per una delusione avuta durante la giornata

- se ci sono troppi eventi esterni a distrarci (televisione, persone che ci vogliono parlare etc.)

Giocare in una delle condizioni appena descritte significa ridurre notevolmente le proprie chance di vittoria. Se si è sotto l’effetto di qualche sostanza alcolica l’attenzione al gioco sarà notevolmente inferiore al normale e spesso verranno prese decisioni in base al solo istinto e senza fare le giuste considerazioni.

Una partita dopo aver litigato con la fidanzata sarà giocata quasi sicuramente in maniera più aggressiva del solito e qualunque variazione al proprio gioco è dannosa (a meno che non sia voluta).

Anche la semplice televisione sarà spesso fatale perchè, magari per vedere il gol appena segnato, perderemo alcune azioni dei nostri avversari e magari ci ritroveremo a dover giocare una buona mano senza sapere con quale dinamica si sono svolte le puntate fino al nostro turno.

La seconda regola è quella di ricordare sempre che nel gioco del poker la fortuna ha sempre un ruolo importante quando ci riferiamo alla singola mano o al singolo torneo.

Il compito di un buon giocatore è quello di fare le scelte giuste in ogni mano. Se poi il nostro avversario chiamerà tutte le puntate che abbiamo fatto con un tris d’assi in mano, solo per inseguire una scala ad incastro con l’8% di possibilità di vittoria e al river scenderà proprio la carta che stava aspettando e riuscirà così a portarci via tutto il nostro stack non ci dobbiamo arrabbiare. Giocando quella mano 100 volte noi la vinceremo 92 volte e quindi sul lungo periodo saremo in grande attivo.

Perdere la calma servirà solamente per peggiorare il nostro gioco e iniziare a fare scelte sbagliate nelle mani o nelle partite successive.

E proprio questo ci porta alla terza regola, ovvero non insultare mai l’avversario quando fa una mossa sbagliata.

Molti giocatori quando vengono “scoppiati” da un avversario più debole che ha fatto una giocata che non era vincente nel lungo periodo (come l’avversario che cercava la scala ad incastro nell’esempio precedente) iniziano ad inveire contro di lui in chat e magari a fare delle lezioni su come avrebbe dovuto comportarsi.

Non c’è nulla di più sbagliato perchè in questo modo si rischia solamente di spaventare l’avversario che potrebbe decidere di non giocare più contro di noi (o non giocare più a poker) o potrebbe addirittura capire di non essere all’altezza e iniziare a studiare il gioco per migliorarsi.

Entrambe le ipotesi sono estremamente negative perchè ottenere una vincita a poker è senza dubbio più facile se si affrontano giocatori alle prime armi o che, pur giocando da tempo, non hanno voglia di migliorarsi.

Se il nostro avversario dovesse fare sempre la mossa giusta sicuramente non vedremo i nostri AA scoppiati dal suo 2-3 offsuited ma nel lungo periodo faremo molta più fatica ad ottenere un profitto.

Soprattutto se giocate dal vivo o in heads up state attenti a non far scappare i pesci dall’acquario. A nessuno piace essere insultato e se il vostro avversario ha appena chiamato il vostro all-in con KK avendo in mano 7-2 e vi ha battuto al posto invece di dirgli “maledetto XXXXXX ma come XXXX giochi” provate a dirgli “però sei un giocatore coraggioso, facciamo la rivincita?”. Vedrete che i soldi appena persi torneranno con gli interessi!

La quarta e ultima regola è invece quella di giocare sempre e soltanto soldi che potete permettervi di perdere senza risentirne. Ovvero giocate sempre in Bankroll.

Alla gestione del bankroll dedicheremo un articolo apposito ma, oltre al consiglio ovvio di non giocarvi i soldi che vi servono per pagare le bollette o per mangiare, iniziate a ragionare sul fatto che se avete 150,00 € sul conto (magari raggiunti dopo settimane di gioco) e vi iscrivete ad un torneo da 100€ di ingresso vi sarà quasi impossibile giocare il vostro miglior poker. Sarete infatti molto probabilmente “money scared” e i vostri ragionamenti saranno condizionati dal fatto che, se non doveste arrivare a premio, vi ritroverete con un terzo dei soldi che avevate prima di iniziare la partita.

Così se un vostro avversario dovesse tentare un bluff poco credibile sarete meno propensi a chiamare la sua puntata e, più in generale, il vostro gioco sarà molto meno aggressivo e quindi molto meno efficace perchè saprete di non avere possibilità di errore. Nel poker non esiste cosa peggiore.

Per approfondire quanto trattato in questo articolo consigliamo comunque la lettura di The poker mindset di Ian Taylor e Matthew Hilger, disponibile anche in lingua italiana grazie alla Boogaloo Publishing.

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