La posizione al tavolo e la forza delle mani nel poker

Andiamo ora ad analizzare un argomento molto importante del poker che viene spesso trascurato dai principianti del gioco: la posizione al tavolo e, di conseguenza, la forza delle mani al tavolo da poker.
Lo affronteremo parlando di Texas Hold’em ma si tratta di ragionamenti che possono essere ritenuti validi per tutte le varianti del gioco.
Iniziamo dando alcune definizioni delle varie posizioni al tavolo immaginando una partita a 9 persone.
Sappiamo già (avendo letto le regole del gioco) che ci sarà un giocatore a rappresentare il piccolo buio ed un altro giocatore come grande buio.
Il giocatore seduto alla loro destra sarà il cosiddetto Mazziere o Dealer. Il giocatore che precede quest’ultimo sarà definito in posizione di Cut-Off, mentre il giocatore che sta alla sinistra del grande buio sarà chiamato in posizione Under the Gun (UTG). Lo schema seguente di un tavolo di gioco tipico dovrebbe contribuire significativamente a chiarire le posizioni.

Fatta questa doverosa introduzione proviamo a fare una domanda: in una partita a 9 persone una mano come Asso e Jack Off (ovvero di semi diversi) è una mano di partenza forte o debole? La risposta che daranno quasi tutti i giocatori che si sono appena avvicinati al poker sarà la prima, ovvero una mano forte. Qualunque giocatore navigato non potrà che rispondere “in che posizione riceverò le due carte?”.
Andiamo a spiegare il perchè direttamente con un esempio.
Pensiamo di essere sul bottone a giocare e che tutti gli avversari prima di noi abbiano foldato la propria mano. In questa situazione le due carte a nostra disposizione assumono un grande valore in quanto ci sono solamente due giocatori che dovranno parlare dopo di noi e le probabilità che la nostra mano sia la migliore rimasta in gioco sono sicuramente maggiori rispetto a quando, prima che iniziasse il giro, dovevano fare la propria puntata ancora 8 players.

In questa situazione una mossa standard sarebbe quindi quella di rilanciare 3 volte l’importo del grande buio. Se i due giocatori che seguono dovessero foldare la propria mano incasseremo piccolo e grande buio (ottimo nelle fasi avanzate di un torneo), mentre se dovessero vedere la chiamata ci troveremo dopo il flop a dover “parlare” per ultimi e quindi con il vantaggio di conoscere le prime tre carte comuni e le puntate di chi è rimasto in gioco.
Nel caso in cui uno dei due giocatori dovesse invece rilanciare dopo la nostra puntata dovremo invece iniziare a fare ragionamenti un po’ più complessi per capire quale sia la decisione migliore da prendere, ma ne parleremo in un altro articolo. E’ quindi da notare come solo nell’ultimo caso, quello di un rilancio, ci troveremo a dover effettuare una scelta difficile senza arrivare a vedere il flop. Negli altri casi potremo invece proseguire la mano conoscendo le mosse dell’avversario.

Prendiamo in esame invece la stessa mano ma immaginiamo di essere in posizione UTG e quindi i primi a parlare.
E’ facile capire come in questo caso, con 8 giocatori che devono ancora fare la propria mossa, sia tutto molto più difficile.
Se dovessimo fare call rischieremmo di trovarci coinvolti in un piatto in cui sono presenti molti giocatori, con tutte le problematiche che questo comporta. Facendo bet ci sarà però la possibilità che qualcuno faccia un ulteriore rilancio, costringendoci quindi a foldare la nostra mano perchè per fare un reraise dopo una puntata fatta dal giocatore UTG il giocatore in questione avrà molto probabilmente una mano migliore della nostra.
Si vede quindi come la stessa mano allo stesso tavolo debba essere giocata in modi diversi.
Persino una coppia d’assi in “early position”, ovvero in una delle prime posizioni al tavolo, è più difficile da giocare che in “late position”, ovvero in una delle ultime posizioni al tavolo.
Infatti chiamando solamente rischieremo di far entrare in gioco parecchi avversari e di ridurre così la forza della nostra mano (perchè con più giocatori ci sono più possibilità che qualcuno chiuda qualche scala, tris, colore etc. che batteranno la nostra coppia). Rilanciando in maniera decisa rischieremo di far foldare tutti gli avversari, che interpreteranno il nostro raise come un segno di grande forza. In questo modo non avremo massimizzato il valore della nostra mano.
Dal bottone o dal cut-off invece un raise potrebbe essere interpretato come tentativo di rubare i bui e giocatori con mani di valore inferiore potrebbero addirittura rilanciare o andare all-in.
Una cosa da tenere sempre presente è che si tratta comunque solo di consigli di condotta generali, dato che la differenza la fa l’osservazione degli avversari e delle loro abitudini. Contro il rilancio di un giocatore “loose agressive”, ovvero che entra in ogni piatto, ci dovremo comportare in maniera diversa rispetto ad un “tight” che gioca solo una mano ogni 10.

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