Lasciare il lavoro per giocare a Poker: sogno o reale possibilità?
17 maggio 2010Con la diffusione sempre maggiore che il poker ed in particolare il Texas Holdem sta avendo nel nostro paese, sono in costante aumento i giocatori che sognano di lasciare il lavoro o gli studi per diventare PPP ovvero Professional Poker Player e guadagnarsi da vivere solamente giocando a questo bellissimo gioco.
Ma è davvero possibile?
Ve lo diciamo subito, la risposta è SI’, è possibile vivere e mantenersi giocando a poker.
Quello che dovrebbe però maggiormente interessare chi sta pensando di intraprendere questa strada è la risposta alla domanda successiva:
si tratta di una cosa semplice?
In questo caso la risposta è assolutamente NO.
Che sia possibile realizzare questo sogno è dimostrato dalla presenza di giocatori professionisti in tutto il mondo da Phil Ivey a Daniel Negreanu senza dimenticare il capostipite Doyle Brunson o il famoso Phil Hellmut. Sono decine i PPP che possiamo ammirare in televisione durante i vari tornei o gli spot pubblicitari delle Poker Rooms. E anche in Italia Luca Pagano e Dario Minieri sono i volti diventati noti a migliaia di giocatori.
Ci sono però diversi aspetti che vanno considerati molto attentamente prima di prendere qualsiasi decisione:
- Il lungo periodo: anche se negli ultimi 3-4 mesi un giocatore è riuscito ad avere guadagni costanti, magari superiori a quello che è lo stipendio percepito dalla propria azienda, questo non è un periodo di tempo sufficiente per prendere una decisione. Su un numero di mesi così ridotto il fattore fortuna (o sfortuna) incide infatti in maniera troppo pesante. Un anno solare è il lasso di tempo minimo che un giocatore dovrebbe prendersi per poter valutare i propri risultati tenendo presente che due anni sarebbero la soluzione ideale;
- La costanza nei risultati: dopo un anno di gioco un giocatore ha ottenuto (ad esempio) 40mila euro di profitto. Come si è raggiunto questo risultato? Con la vittoria di un torneo importante e poco altro o con una media di guadagno mensile abbastanza costante? Perché nel primo caso il dato diventa poco significativo, vincere un torneo è legato in buona parte alla fortuna e anche giocando al massimo delle capacità è un evento che potrebbe non ripetersi per molto tempo;
- Il bankroll e la vita reale: come abbiamo visto nell’articolo relativo alla gestione del bankroll ogni giocatore deve mantenere un rapporto costante tra i costi di iscrizione ai tornei/sit’n go e la somma totale a disposizione per giocare, e questo significa non poter spendere i soldi destinati al bankroll per altri scopi. Se dovessero esserci un mutuo o un affitto da pagare non sarà quindi consigliabile utilizzare quel denaro in caso sia capitato un mese negativo. Farlo vorrebbe dire venir meno a una delle regole fondamentali per essere un giocatore di successo e di conseguenza non riuscire ad esprimere il proprio miglior poker.
C’è poi da ricordare che un PPP sarà obbligato ad acquistare qualsiasi cosa in contanti, visto che nessuna banca o società finanziaria sarà mai disposta ad accordare un mutuo per la casa o il finanziamento per l’acquisto dell’auto. E questo, soprattutto per un ragazzo, può essere un ostacolo veramente difficile da superare;
- L’essere costretti a giocare: quando si diventa giocatori professionisti non si gioca più per il piacere di farlo bensì perché si è costretti a farlo. Se non si gioca e non si vince non si guadagnano i soldi necessari per vivere. Questo potrebbe avere un grandissimo impatto sul proprio stile di gioco perché passata l’euforia del primo mese, quando non doversi immergere la mattina nel traffico per andare in ufficio sarà diventata la normalità, ci si ritroverà a dover giocare più spesso di quanto se ne abbia realmente voglia. Qualsiasi attività, anche la più piacevole, alla lunga stanca e il poker non fa eccezione.
Così i risultati potrebbero peggiorare e il ragionamento “giocando 4 ore al giorno guadagnavo in media 100 euro quindi giocando 8 ore ne guadagnerò 200” potrebbe presto rivelarsi errato a causa di partite fatte in condizioni fisiche e mentali non ottimali, e il totale alla fine di 8 ore di gioco potrebbe essere inferiore alle aspettative se non addirittura a quello che si otteneva in media giocando 4 ore. A questo si aggiunge il fatto che, a differenza dei normali lavori da dipendente, in caso di ferie e malattia non si guadagna nulla, quindi anche questi periodi vanno messi nel conteggio generale (e questo si riallaccia al primo punto, ovvero al prendersi almeno un anno per poter valutare i propri risultati);
- Mantenimento del proprio equilibrio mentale: giocare 8 o più ore al giorno a poker significa essere soli con il proprio mouse e lo schermo del pc. Per ottenere i migliori risultati è necessario non interagire con il mondo esterno per tenere sempre la concentrazione al massimo. Questo dopo un po’ rischia di avere un effetto alienante sul cervello ed è quindi importante riuscire a trovare il tempo per amici, moglie e fidanzata. Può sembrare un punto banale ma non lo è affatto. Solo mantenendo un equilibrio psicologico ottimale il proprio gioco potrà tendere sempre al 100%;
- Gestire i momenti negativi: l’ultimo punto fondamentalmente è il riassunto di tutti quelli precedenti ed è forse anche il più importante. Prima o poi a tutti i giocatori capiterà di affrontare un periodo negativo (la cosiddetta Bad Run) e per superarlo senza perdere la testa, peggiorando quindi la situazione, e uscirne broke (ovvero senza più un centesimo) è necessario avere una storicità alle spalle, ovvero un periodo lungo di risultati costanti che faccia capire come quello negativo sia solo un periodo appunto, avere una gestione ottimale del bankroll (ed essere magari anche capaci di scendere di livello per un po’) e non farsi prendere dall’ansia di dover giocare per pagare le bollette e mantenere quindi il proprio equilibrio mentale.
Come abbiamo visto per diventare un Professional Poker Player bisogna superare un percorso molto lungo fatto di sfide difficili. L’obiettivo finale di ogni giocatore professionista è quello di ottenere un contratto di sponsorizzazione da una Poker Room e con la costanza e l’impegno (e il giornaliero studio e analisi del proprio gioco) potrebbe diventare qualcosa in più di un semplice sogno.
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